cerchi nell'acqua

Home » Fondazione Villa Ghigi » Una passeggiata sul greto

Una passeggiata sul greto

Sabato 9 novembre, in una mattinata con poca luce e molta acqua, si è svolto il secondo incontro della formazione di Cerchi nell’Acqua: l’ esplorazione di un bel greto del Reno (a Casalecchio, prossimo a Prato Piccolo e raggiungibile da via Giordani)  per verificare dal vivo la ricchezza di stimoli e suggestioni che solo la ricerca sul campo può offrire.

Di seguito alcuni appunti per immagini.

Vista da satellite della zona esplorata

1. Depositi del greto   2. Vegetazione del greto   3. Affioramento di rocce marnose   4.Parco di Prato Piccolo   5. Briglie   6. Canale di Reno   7. Sfioratoi del Canale di Reno   8. Chiusa del Canale di Reno   9. Parco della Chiusa (già Parco Talon)   10. Isola Verde   11. Sfioratore di colmata del Reno   12. Ciminiera dell’ex fabbrica Ronzani

Panorama verso monte

Dall’alto dei resti della chiusa del 1324 il panorama si apre verso monte per cogliere la distribuzione della vegetazione e le tracce dell’azione dell’uomo: l’Isola Verde (sullo sfondo)  realizzata in seguito alla piena del 1893, le due briglie (a cosa serviranno?) e uno dei “masgnon” in ciottoli e mattoni

Panorama verso valle

Ci si può interrogare sulla grande diversità delle due sponde: quella sinistra (tenendo le spalle alla sorgente) alta, strapiombante e coperta dalla vegetazione, quella destra bassa e formata da una spiaggia di sabbia e ciottoli.

Affioramento marnoso

Nella parte orientale del greto, in prossimità della briglia, si trova un affioramento di marna, una roccia sedimentaria chiara e friabile formatasi dalla cementazione dei sedimenti argillosi. L’affioramento si presenta fessurato in più punti a testimoniare l’azione degradatrice degli agenti atmosferici.

Ciottoli

Il greto è costituito in parte da ciottoli differenti per dimensioni, colore, sensazione tattile ma accomunati da una forma più o meno tondeggiante. Come sono arrivati? Quale è il loro percorso? Cosa ha determinato il loro aspetto? Per capire la genesi dei ciottoli è possibile proporre un semplice esperimento

Sedimentazione

In corrispondenza di alcuni avvallamenti del greto (nella foto una pozza prossima a uno dei “masgnon” i resti della chiusa del 1324) l’acqua limacciosa della piena ristagna. Tutto attorno il greto è ricoperto da una patina liscia, saponosa al tatto; solo pochi millimetri, al disotto dei quali compare la sabbia e più in profondità i ciottoli. Una disposizione particolarmente ordinata che può essere compresa attraverso un semplice esperimento.

Un fiume in miniatura

Il passaggio dell’acqua di piena sul greto lascia tracce numerose ed evidenti. In questo caso, incanalandosi lungo il percorso più favorevole, ha eroso precedenti sedimentazioni sabbiose disegnando un vero e proprio fiume in miniatura. Un risultato in qualche misura assimilabile lo si ottiene anche attraverso un coinvolgente esperimento.

Erosione

Ancora una traccia della piena che ha coperto il greto. La forza dell’acqua ha eroso e trasportato grandi quantità di sedimenti lasciando allo scoperto le radici di alberi e erbe.

Nidi di fiume

Ancora una traccia della piena. La vegetazione piegata indica il passaggio dell’acqua e la direzione della corrente. Spesso sulle piante si formano accumuli di materiali simili a nidi. Raccoglierli e smontarli può essere un’attività interessante: vi troveremo foglie, rametti, radici, fango, ma anche  pezzi di plastica o di tessuto. Tutti materiali trasportati dall’acqua in prossimità della superficie che si sono progressivamente impilati sull’ostacolo incontrato indicando con la loro presenza l’altezza raggiunta dall’ondata di piena.

Vegetazione del greto

Il greto è un ambiente particolare anche per quanto riguarda la vita vegetale. Può essere interessante interrogarsi sui repentini cambiamenti che interessano questo ambiente: come reagiranno le piante a una piena? come a un periodo di secca? Per iniziare un ragionamento sugli adattamenti è utile avvicinarsi a uno dei salici bianchi presenti sul greto assieme a pioppo nero, robinia, amorfa fruticosa e numerose specie di erbe. I rami sono molto elastici per assecondare la forza della corrente e basta conservarli in un vaso con un po’ d’acqua per rendersi conto della capacità che ha questa specie nel sopravvivere anche in terreni saturi.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: